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Le piccole, medie e microimprese valutano l’anno 2018. Relazione della banca Bank Pekao S.A.

Nella relazione della banca Bank Pekao S.A. il fattore più importante nella valutazione della congiuntura economica è il parere degli imprenditori. Si scopre che per loro il 2018 è stato l’anno migliore degli ultimi nove anni. Statisticamente, tra gli imprenditori polacchi c’erano più ottimisti che pessimisti. Nel 2018 le aziende di medie dimensioni sono state le più ottimiste. Mentre la valutazione peggiore degli ultimi 12 mesi l’hanno espressa le microimprese.
Il report è la diagnosi della situazione delle piccole imprese polacche, indica le loro esigenze e aspettative, come cambiano nel corso degli anni – afferma Marek Tomczuk, Vice presidente della banca Pekao.

Nel 2016, in Polonia operavano 2 milioni di micro-imprese, 57 mila piccole imprese e oltre 15 mila imprese di medie dimensioni.

Sono le aziende del settore delle costruzioni che valutano al meglio il clima economico prevalente l’anno scorso. Le previsioni, a loro volta, sono un pò più prudenti in quanto non si sa se una così buona situazione economica continuerà anche nell’anno prossimo. Le prospettive economiche a livello mondiale e in Polonia stanno peggiorando e la crescita del PIL sarà probabilmente inferiore alle aspettative. Dalle dichiarazioni degli imprenditori risulterebbe che c’è stata una diminuzione nel numero di innovazioni. Solamente il 19,9 % delle aziende hanno dichiarato l’introduzione di innovazioni di prodotto negli ultimi 12 mesi e il 13% – innovazioni di processo. Questo è il risultato più basso nella storia della ricerca.

Esportazione e internazionalizzazione – Quest’anno, il tema speciale della relazione sulla situazione del settore delle PMI è stato l’espansione delle aziende del settore ai mercati esteri. Secondo i dati macroeconomici, le esportazioni polacche nel 2017 ammontavano a quasi 254 miliardi di euro, di cui l’80% erano beni e il 20% – servizi. In media, negli ultimi 13 anni, le esportazioni in Polonia sono cresciute di quasi l’11%. La crescita dei beni venduti all’estero ha fatto sì che le esportazioni vengano spesso chiamate la locomotiva trainante l’economia polacca e il PIL polacco. Nel 2017 le esportazioni rappresentavano il 54,3% del valore del PIL polacco.
La percentuale di micro e piccole imprese dichiaranti di aver esportato i propri prodotti o servizi negli ultimi mesi è stata inferiore al 13% nel 2018. Questo calo è dovuto principalmente a una notevole diminuzione della percentuale di piccole imprese esportatrici.

La ragione principale di questo cambiamento potrebbe essere l’aumento della domanda interna, che soddisfa le esigenze e le capacità delle piccole imprese – non devono cercare contratti all’estero in quanto il mercato interno consente loro di generare entrate e realizzare profitti. Vale anche la pena notare che le caratteristiche delle aziende più piccole sono spesso contratti una tantum con partner stranieri. Sono leggermente più ottimistiche le previsioni di esportazione per il 2019. Nell’anno successivo, le micro e le piccole imprese dichiarano maggiori esportazioni.
La volontà di esportare aumenta proporzionalmente alle dimensioni dell’azienda.

Nell’ottica industriale settoriale, in tutti gli anni di ricerca, la più alta percentuale di esportatori nel segmento delle micro e piccole imprese è stata registrata tra le aziende manifatturiere. In altri settori, la percentuale delle imprese esportatrici era allineata più o meno allo stesso livello, ad eccezione degli scambi commerciali, in cui questa percentuale ha raggiunto il 21% nel 2016, per raggiungere nuovamente nel 2018 il livello del settore dei servizi e delle costruzioni.
Tra le medie imprese, il maggior numero di aziende che esportano i propri prodotti all’estero opera nel settore manifatturiero – il 40% delle aziende. Il commercio e i servizi sono rispettivamente al 22% e al 17%, mentre il settore delle costruzioni è solo al 6%.

Gli autori del rapporto prevedono che il perdurare della buona congiuntura economica in Polonia (nonostante i segnali di rallentamento) possa indurre le aziende a vendere i loro prodotti e servizi più volentieri sul territorio nazionale invece di affrontare eventuali difficoltà e concorrenza sui mercati esteri. Sfortunatamente, questa tendenza può influenzare negativamente l’innovatività delle aziende, in quanto è proprio l’ingresso sui mercati difficili e altamente sviluppati che da la forza a ricercare soluzioni innovative, piuttosto che competere con la concorrenza limitandosi solamente al ribasso dei costi di produzione.

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Fonte:  Bank Pekao S.A.