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La Polonia è il paese col maggior tasso di crescita economica fra i paesi dell’UE?

Secondo la famosa Price Waterhouse Coopers la Polonia insieme alla Colombia sono i due paesi che, rispettivamente nelle proprie regioni, rappresentano il maggior potenziale di sviluppo nel lungo periodo cioè fino al 2050.

Il Report “The long view: How will the global economic order change by 2050?” (“In lunga prospettiva: Come cambierà l’ordine economico globale entro il 2050?”) sviluppato da esperti della PwC sottolinea che, nel lungo termine in cui continuerà la tendenza ad aumentare la partecipazione dei mercati emergenti nel PIL mondiale, la Polonia è classificata come l’economia col tasso di crescita il più rapido dell’intera Unione Europea. 

La situazione potrebbe delinearsi ancora più ottimistica se non per le negative previsioni di crescita demografica, in quanto è solo il Giappone ad averle peggiori della Polonia. Sulla base delle previsioni dell’ONU, entro l’anno 2050 ci si può aspettare una riduzione della popolazione dello 0,4 per cento su scala annuale, e del numero di persone in età lavorativa dell’1 per cento all’anno. Ciò è dovuto alla migrazione dei cittadini polacchi e un basso tasso di natalità. Il governo polacco sta cercando di invertire la tendenza demografica negativa utilizzando il c.d. programma 500, che concedendo un aiuto di 500 zl mensili per ogni bambino, ad eccezione del primo,migliora la situazione economica delle famiglie. Fino a che punto questo influenzerà il tasso di crescita demografica contribuendo a una maggiore natalità si potrà costatare in una prospettiva a lungo termine.

Le previsioni positive di crescita economica della Polonia vengono riportate in un altro report della stessa PwC intitolato “CEO Survey 2017″, costruito sulla base di valutazioni espresse dai presidenti e amministratori di aziende in Polonia e nell’intera regione dell’Europa Centrale e Orientale. Il 41 percento di loro si esprime con cauto ottimismo circa le previsioni di crescita dei ricavi delle loro aziende nell’anno a venire , il 38 per cento ne è invece pienamente convinta.