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Industria 4.0. La quarta rivoluzione industriale è alle porte

Una volta avevamo le macchine a vapore, poi è arrivato il momento dell’elettricità, mentre oggi regna l’automazione in associazione all’Internet degli oggetti e ai big data. La trasformazione digitale è il massimo obiettivo strategico per le organizzazioni. Questa è l’opinione del 94% dei manager che hanno partecipato a un sondaggio globale condotto dalla società di consulenza Deloitte. Dopo una rivoluzione basata prima sul lavoro, poi sul capitale, ora stiamo assistendo a un cambiamento basato sulla conoscenza. Ad aiutare gli imprenditori polacchi nella transizione graduale alla nuova fase, ci pensa lo Śląskie Centrum Kompetencji Przemysłu 4.0 appena attivato a Gliwice.

Che cos’è l’Industria 4.0?
La quarta rivoluzione sfrutta le tecnologie esistenti, integrando il mondo fisico e quello virtuale. Stiamo parlando di una produzione che utilizza almeno alcune delle seguenti nove tecnologie: automazione, robotizzazione, progettazione digitale, elaborazione di grandi quantità di dati (big data), cloud computing, sensori intelligenti, stampa 3D, avanzate interfacce uomo-macchina, autenticazione avanzata e realtà aumentata. L’Industria 4.0 crea un nuovo valore grazie alla conoscenza basata sui dati. Prevede l’automazione della produzione e della cooperazione dell’uomo con le macchine (e non la sua sostituzione, come si potrebbe supporre), al fine di aumentare l’efficienza e quindi la redditività delle fabbriche. Aiuta ad incrementare la produttività e le entrate e a ridurre i rischi. Lo scorso anno, nove manager su dieci, le cui aziende stanno investendo nella trasformazione digitale, hanno registrato un ritorno sugli investimenti da moderato a significativo. – indica il report Deloitte.
Un uso sapiente della tecnologia e dell’innovazione può cambiare il tradizionale equilibrio di potere nell’economia. Ora le aziende più piccole hanno la possibilità di ottenere risultati migliori nella concorrenza con le grandi imprese industriali.

La transizione in Polonia
Lo Śląskie Centrum Kompetencji Przemysłu 4.0 è uno dei primi centri di questo tipo in Polonia. Ha avviato l’attività nella sottozona di Gliwice della zona economica speciale di Katowice. Il suo obiettivo principale è sostenere gli imprenditori nell’implementazione e applicazione di nuove tecnologie, nonché promuovere e offrire formazione nel campo delle nuove tecnologie.

È necessario riconfigurare il modo di concepire i sistemi di elaborazione e cambiare il metodo di apprendimento, per poter formare un ingegnere in grado di ritrovarsi in situazioni talvolta inaspettate – dice il prof. Arkadiusz Mężyk, rettore del Politecnico della Slesia.

L’istituzione del centro fa parte anche della nuova iniziativa del governo, che presuppone l’implementazione della Fundacja Platforma Przemysłu Przyszłości (piattaforma per la futura industria), che “agirà da integratore e accelererà la trasformazione dell’economia polacca attraverso, tra l’altro, la raccolta in rete di fornitori di tecnologia e competenze innovative, quali aziende, istituti di ricerca, università e parchi tecnologici”. Il Ministero annuncia che la fondazione sarà finanziata sia dal settore pubblico che da quello privato e la sua efficacia rispecchierà il livello di digitalizzazione dell’economia polacca.

A Gliwice sono stati creati 22 programmi di formazione, che saranno attivati insieme alle aziende operanti nella ZES di Katowice. Inoltre, è stato istituito un team di specialisti che si occupa di assistenza, consulenza, audit unitamente all’analisi dei costi e dei rischi nonché di proposte di strategie per l’implementazione di nuove tecnologie. Il reparto implementazione coordina la piattaforma dei servizi e sviluppa le applicazioni.

Qual è la realtà polacca nel contesto dell’industria 4.0? C’è ancora una lunga strada da percorrere, ma le aziende polacche si stanno già rifornendo degli strumenti necessari per il viaggio verso il futuro. Lo dimostra lo studio “Smart Industry Polska 2017” commissionato dal Ministero dello sviluppo e da Siemens, su un campione di 251 piccole e medie imprese. Il 77% di esse ha attuato nel 2016 almeno una delle misure a supporto dell’innovazione. La maggior parte degli intervistati (48,6%) ha indicato l’automazione attraverso l’uso di singole macchine. I piani per il prossimo anno sono incoraggianti. Il 10,4% delle imprese intende attuare l’automazione basata su singole macchine nel corso dell’anno a venire, mentre l’8,8% delle aziende implementerà l’automazione basata su macchine cooperanti. Sono in programma anche le tecnologie mobili (7,2%) e il cloud computing (6,8%).

La fabbrica del futuro in pratica
Il paese-modello nell’attuazione dell’industria 4.0 è la Germania, mentre in Polonia i leader in questo ambito sono gli stabilimenti delle aziende estere, quali: Volkswagen o GE. Il gruppo americano possiede nove stabilimenti in Polonia. Ha anche sottoscritto una lettera con il governo polacco che attesta la società come partner dell’economia polacca. A Bielsko-Biała si trova la più moderna fabbrica di GE in Europa, la cosiddetta “brilliant factory”.

Un esempio emblematico e d’ispirazione per molti è la nuova fabbrica Volkswagen a Września o il hub di Volkswagen Group Polska a Komorniki. Lo stabilimento di Września produce annualmente 100.000 automobili Volkswagen Crafter in circa 60 varianti. Siemens è stata responsabile della fornitura di soluzioni di spostamento per parti e veicoli sulle linee di produzione. L’assemblaggio di veicoli commerciali è significativamente diverso dalla produzione di autovetture. Ciò è correlato a un numero maggiore di varianti del prodotto, quindi la fabbrica polacca VW Crafter può essere considerata come una fabbrica-modello 4.0 del gruppo Volkswagen.

Come si presenta l’attuazione del concetto di industria 4.0 negli impianti di produzione polacchi? A Jasło si trova una delle più moderne fabbriche di mobili per ufficio in Europa ed è di proprietà della società polacca Nowy Styl. Su una superficie di 24 mila m² (corrispondente a sei campi da calcio), vengono prodotti 1000 cosiddetti “blocchi di mobili” all’ora. La fabbrica è costata oltre 110 milioni di PLN ed è quattro volte più efficiente di quella precedente. Altre oasi polacche dell’industria 4.0 sono la fabbrica di mobili Forte, il produttore di semirimorchi Wielton, Boryszew del settore automotive, Synthos dell’industria chimica.

Le fabbriche-modello appartengono a GE, Philips o Volkswagen, quindi grandi gruppi stranieri.
Attuando le soluzioni 4.0, in quali settori la Polonia ha la possibilità di competere con gli attori globali? Principalmente nei settori di aviazione, trasporto e minerario (gestione di miniere tramite sistemi intelligenti). È importante che i concetti 4.0 correttamente implementati diano un vantaggio e influenzino la redditività delle piccole e medie imprese. L’Industria 4.0 si propone come concetto democratico.